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parole di Lorenzo Becciani

gennaio 23rd, 2017

Gov’t Mule
Dark Side Of The Mule

Dopo avere archiviato il successo di ‘Shout!’ e del tour promozionale che ne è derivato Warren Haynes ha scelto di festeggiare i venti anni di attività dei Gov’t Mule con una serie di release stupefacenti. Presto verrà immesso sul mercato un album registrato nel 1999 con il jazzista John Scofield, poi una raccolta in vinile dedicata a reprise dei Rolling Stones e, non fosse sufficiente, ecco uno strepitoso omaggio ai Pink Floyd che da qualche settimana sono tornati nei negozi con il discusso ‘The Endless River’. Non serve la macchina del tempo per tornare alla serata di Halloween del 2008, ed esattamente all’Orpheum Theatre di Boston dove è stato registrato questo monumentale live; basta mettersi le cuffie, alzare il volume e calarsi nelle atmosfere psichedeliche che il chitarrista degli Allman Brothers ha saputo ricreare avvalendosi del suo talento. Il risultato è veramente di un livello spaventoso. Non solo i Gov’t Mule interpretano a loro modo classici immortali come ‘Shine On You Crazy Diamond’, ‘Breathe’ e ‘Comfortably Numb’ ma trasmettono costantemente al proprio pubblico di essere al cospetto di un evento speciale. Da brividi le versioni della sottovalutata ‘Fearless’, di ‘Time’ e ‘Wish You Were Here’ per l’edizione standard. Sono certo però che molti di voi non si accontenteranno e cercheranno di accaparrarsi il triplo cd/dvd con l’intera esibizione di tre ore in tutti i dettagli.

gennaio 22nd, 2017

Haima
Come Maiali Nel Tunnel

Si definiscono un duo rock, hardcore, industrial, grind e stoner e già questo sarebbe sufficiente a far capire che non siamo al cospetto di musica per tutti. In più intitolano il loro primo esperimento “Come Maiali Nel Tunnel” quasi a schernire i poveretti che passano le giornate appiccicati alla televisione e vengono schiavizzati dai loro padroni per seguire le direttive societarie. Visto il coinvolgimento di Juri Bianchi non mi sorprende affatto. Conosco l’uomo e il talento, sono perfettamente consapevole che nel nostro paese di frontman come lui, in grado di trasmettere un messaggio di violenza e ribellione, ce ne sono ben pochi. La personalità che manifestavano a livello espressivo gli Addiction – ‘Doubt The Dosage’ è ancora una delle rare gemme crossover uscite nel nostro paese – era buona parte dovuta alla sua attitudine. In seguito ha illuminato di ferocia e cinismo senza eguali ‘The Cult Of Sickness’ degli AnyFace. Adesso lo troviamo al fianco di Fabio Stanzani responsabile di chitarra, basso e programming ed il risultato sono tredici tracce che vivono di ritmi spezzati, riff quadrati e spasmi industriali. ‘Cobra Sucker Blues’ e ‘Suicida Nella Menzogna’ settano gli standard di un ascolto che cresce di ascolto in ascolto. La title track parte con il grugnito di un maiale e poi salta e sconquassa quasi fosse il singolo di punta di una hit parade da sterminio. L’apice viene raggiunto in coincidenza di ‘Ogni Mia Paura’, ‘Sotto Pelle’ e ‘Pneuma’ che mostrano una sensibilità lirica dal quale potremmo davvero imparare qualcosa. Magari i due vogliono solo divertirsi e non hanno la pretesa di insegnare niente a nessuno ma questo è un esordio rappresenta un segnale che non può essere trascurato. Ogni “Io” è troppo più grande di “questo mondo” per potersi adeguare a esso senza mutilarsi in qualche maniera.

gennaio 21st, 2017

Aevum
Impressions – Il Palcoscenico Della Mente

I piemontesi fanno centro al primo colpo con un full lenght che si incastona all’incrocio tra gothic metal e neo-classic e denota una personalità già marcata nel songwriting. La nascita della band risale a sei anni fa circa ed in questo tempo sono stati pubblicati due ep ed un singolo che hanno permesso di trovare il proprio suono e smussare le comprensibili asperità che caratterizzano gli esordienti. Tra genere umano e divinità, “Il Palcoscenico Della Mente” gioca molto sul dualismo tra voce femminile e maschile con cambi di tempo repentini e riferimenti a Cradle Of Filth e Sirenia ma anche ad un compositore sottovalutato come Claudio Monteverdi e ancora alla filmografia horror degli anni ottanta. L’idea di opera metal è qualcosa che ormai si sta sempre diffondendo, basti pensare al successo ottenuto da Avantasia, Nightwish e, negli ultimi mesi, da Timo Tolkki con ‘Angels Of The Apocalypse’. La teatralità della copertina si ritrova in numerosi frangenti della release che pecca solamente in uno scream di scarsa profondità. Su quello ci si potrà lavorare ma nel frattempo vogliamo vedere ‘Impressions’ trasportato dal vivo in tutta la sua epicità.

gennaio 20th, 2017

Il Disordine Delle Cose
Nel Posto Giusto

Un gioiello assoluto il nuovo album del gruppo piemontese che dopo avere frequentato il Sundlaugin di Reykjavik si è rivolto allo storico studio scozzese CaVa Sound e nello specifico a Geoff Allan per registrare il successore del mirabile ‘La Giostra’. L’obiettivo evidente era quello di allontanarsi dalle precedenti sonorità post rock islandesi ed abbracciare una produzione più orientata verso la musica alternative. Non a caso da quelle stanze insonorizzate sono passati artisti del calibro di Mogwai, Belle And Sebastian e Mercury Rev. Curiosamente, ‘Nel Posto Giusto’ è proprio un album pubblicato nel posto sbagliato. La pseudoscena italiana sta infatti strettissima a questi musicisti che possiedono tutto quello che serve per ottenere un pieno riscontro internazionale. A partire dal magnifico artwork di Alberto Bonanni per finire con gli arrangiamenti suadenti e psichedelici di ‘Conseguenze’ e ‘La statua’ si ha costantemente l’impressione che Il Disordine Delle Cose si sia evoluto al di sopra di qualunque aspettativa. L’immediatezza di ‘Hawaii’ e ‘Sulla Schiena’, la ricercatezza di ‘Il Giorno Più Normale’, l’elitarietà di ‘Just Woods’, unico pezzo curato da Mattia Boschi, spiccano in un contesto nel quale convivono influenze di Grizzly Bear, The Coral e The Black Angels. L’unico aspetto che ancora li lega al nostro paese è il cantato in italiano ma le loro storie che vengono narrate possono comunque vantare un profilo che purtroppo non ci compete. Da segnalare la collaborazione con Chris Geddes, proprio dei Belle And Sebastian, e le cantanti Jerusa Barros e Christine Boville.

gennaio 19th, 2017

Stage Of Reality
The Breathing Machine

Il concept ispirato allo splendido articolo di Pier Paolo Pasolini sulla televisione, apparso sul Corriere della Sera nel 1973, e due opere storiche di George Orwell come ‘La fattoria degli animali’ e ‘1984’ aderisce alla perfezione alla musica composta per questo esordio. Gli Stage Of Reality sono il nuovo progetto di Andrea Neri che ricordiamo nella prog band Astarte Syriaca ma anche collaboratore dell’ex singer degli Iron Maiden Blaze Bailey su ‘The King Of Metal’. Trascinato dall’ottimo singolo ‘The Next Generation’, ‘The Breathing Machine’ è un album in cui convivono due anime distinte e complementari, quella heavy metal dei riff e delle percussioni e quella hard rock delle strofe e dei ritornelli. Il tutto viene ricoperto da un velo futuristico, che non guasta affatto, mentre l’utilizzo di chitarre a sette corde e accordature in drop dovrebbe attrarre qualche appassionato di crossover. A stonare è solamente il cantato di Francesco Marino dei Dreamscape che troppe volte risulta tronfio e poco espressivo. ‘Good & Evil’ e ‘Five Senses’ i pezzi più riusciti di una release che potrebbe ottenere risalto anche al di fuori dei nostri confini.

gennaio 18th, 2017

Brainstorm
Firesoul

In seguito alla pubblicazione della raccolta ‘Just Highs No Lows’ la discografia dei tedeschi ha subito un calo drastico e sia ‘On The Spur Of The Moment’ che il presente ‘Firesoul’ non hanno mantenuto le previsioni. Essendo il power metal un genere stantio ed immune da innovazioni quando il songwriting scende sotto il livello della sufficienza si apre un dirupo tra gli autori ed il pubblico ed è proprio lì che sono finiti i Brainstorm. L’introduzione è affidata a ‘Erased By The Dark’, che ricorda vagamente i Nocturnal Rites, poi ci imbattiamo nelle anonime title track e ‘Descendants Of The Fire’ e si ha la percezione netta che sarà dura rialzarsi da tale baratro. Andy B. Franck le prova tutte per rendere più epici ed ammiccanti i ritornelli, e qualche volta come nel caso di ‘Entering Solitude’ ci riesce pure, rifacendosi spesso all’icona di Andy Deris degli Helloween. Il quadro complessivo è però alquanto modesto ed i filler si susseguono in maniera implacabile. Per rimanere a galla non può bastare una figura femminile attraente in copertina.

gennaio 17th, 2017

Poets Of The Fall
Jealous Gods

Sospinto dal singolo più commerciale di sempre mai pubblicato dai finlandesi questo quinto full length possiede tutto quello che serve per consacrarli definitivamente a livello internazionale. Per adesso il gruppo guidato da Marko Saaresto ha dominato le classifiche in patria e si è costruito un riscontro importante sui mercati orientali ma adesso è venuto il momento di conquistare il vecchio continente. Per farlo sono state scelte una serie di tracce che riassumono quanto proposto fino adesso con una base rock accentuata sulla quale vengono inseriti elementi pop e tanta elettronica. Il risultato è nel complesso più coraggioso di ‘Temple Of Thought’ e si ha la netta sensazione che a livello di arrangiamenti e produzione la direzione sia quella di un allargamento metodico della propria fanbase. Video curati nei dettagli, un’immagine definita sia nelle foto promozionali che dal vivo, tanta carne al fuoco ed un songwriting dotato di notevole appeal sono le fondamenta su cui tenta di ergersi il sestetto. Oltre alla citata ‘Daze’ spiccano la title track, ‘Rogue’ e ‘Brighter Than The Sun’ che possono andare bene per le grandi arene come per l’Eurovision Song Contest che nel Nord Europa conta moltissimo. ‘Choice Millionaire’ mette in luce lo spettro vocale del frontman mentre le conclusive ‘Rebirth’ e ‘Clear Blue Sky’ riportano alla mente i tempi di ‘Carnival Of Rust’ e ‘Revolution Roulette’. Speriamo di poterli vedere presto dalle nostre parti.

gennaio 16th, 2017

Hammerfall
(r)Evolution

Sospinti da singoli improbabili come ‘Hector’s Hymn’ e ‘Bushido’, il dottore avverso a Big Jim che il sottoscritto durante la sua infanzia ha distrutto e ricomposto in tutti i modi possibili, gli svedesi propongono un album vecchio stile. Direte voi “ma quando mai gli Hammerfall hanno proposto qualcosa di innovativo”. Effettivamente non è mai successo ma a lungo andare Joacim Cans e Oscar Dronjak hanno capito che distaccarsi da Fredrik Nordström, proprietario dello Studio Fredman e produttore dei primi due lavori ‘Glory To The Brave’ e ‘Legacy Of Kings’, era stato un errore e hanno richiamato il fondatore dei Dream Evil dietro la console. Per le parti vocali il frontman ha continuato invece ad affidarsi a James Michael dei Sixx:A.M. che oltre al rapporto con Nikki Sixx dei Mötley Crüe può vantare collaborazioni con Scorpions e Papa Roach. ‘Live Life Loud’ e ‘Wildfire’ sono i pezzi che possono ambire più degli altri ad assurgere presto al ruolo di classici mentre ‘Origins’ richiama il songwriting di ‘Crimson Thunder’ con un arrangiamento superiore alla media. Quanto basta per tornare in tour e fare alzare altri pugni in aria in nome di quel sacro metallo che ha permesso di mettersi in tasca un bel po’ di soldi.

gennaio 15th, 2017

Carla Dal Forno
You Know What It’s Like

Da quando i Raime sono entrati nella mia vita la Blackest Ever Black ha guadagnato una stima infinita da parte del sottoscritto e spesso ha continuato anche a meritarsela. Stavolta devo ammettere che l’etichetta inglese si è davvero superata andando a scovare in Australia un’artista che possiede un potenziale unico. ‘You Know What It’s Like’ è l’album di debutto di questa ragazza dal nome italiano e residente a Berlino che ama darkwave, slowcore e post punk in ugual misura. Le sue tracce sanno colpire a freddo ma anche essere minimali e decadenti, magnetiche e pop eppure altamente evolute. L’esordio dell’ex Mole House e F ingers and Tarcar si pone trasversale a tutto ciò che esce oggi e propone tutta una serie di contrasti. “Da un lato l’esigenza di rivelare una preoccupazione ancestrale, il curiosare nelle vite degli altri, il violare dall’esterno l’ intimità delle persone a loro insaputa; successivamente, il piano si sposta sul voler sottolineare, ed in un certo senso enfatizzare, lo scontro tra intimità e distanza, due facce della stessa medaglia.” L’ep ‘Fast Moving Cars’ – che a qualcuno aveva evocato lo spettro di Emiliana Torrini – è servito per muoversi con cautela, ostentare determinazione ma senza peccare di presunzione. Adesso tracce come ‘DB Rip’ e ‘Dry In The Rain’ tratteggiano un rituale cinico e la produzione di Tarquin ManekIn non segue mai soluzioni commerciali. Addirittura ‘What You Gonna Do Now?’ cita Christa Päffgen e apre ad un futuro che potrebbe essere totalmente pop o all’opposto totalmente immerso in un’elettronica liquida e di tendenza. Staremo a vedere cosa succederà ma nel frattempo queste otto canzoni non si scrollano di dosso.

gennaio 14th, 2017

Klimt 1918
Sentimentale Jugend

Otto anni sono un’eternità specialmente quando si parla di arte e un titolo come ‘Just In Case We’ll Never Meet Again (Soundtrack For The Cassette Generation)’ era suonato profetico all’apparato uditivo di molti. Il lungo silenzio che ha seguito quell’album viene finalmente interrotto ed i romani ci regalano un’altra gemma con cui impreziosire la nostra collezione. ‘Sentimentale Jugend’ è addirittura un doppio, la personalità di ‘Ghost Of A Tape Listener’ e ‘Blackeberg 1981’ è sempre presente, anzi sembra rafforzata nel tempo con i fratelli Soellner che adesso si possono permettere di spaziare tra shoegaze, indie rock, dark e alternative consapevoli di avere educato bene il proprio pubblico. In carriera gli ex Another Day sono infatti passati da un gothic estremamente oscuro e strutturato a forme di post rock dilatate con vezzi progressive e richiami new wave a fare da contorno e adesso affermano di volere terrorizzare la vena pop con sonorità poco rassicuranti, sporcate da rumori ed esplosioni. Questo quarto lavoro in studio cita Einstürzende Neubauten e David Bowie, Pier Paolo Pasolini, ‘Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino’ e ‘Le vite degli altri’, ma soprattutto propone un songwriting energico e onirico con melodie volutamente cupe e acide. L’oscurità è accecata da improvvisi bagliori di luce, la luminosità di alcuni passaggi è intaccata pericolosamente da momenti nei quali l’obbiettivo si sposta, le palpebre calano e il nero pece dilaga. Scintille lontane nel buio, come quelle evocate dai Nosound, che ci riconsegnano una band dal profilo internazionale in forma smagliante. Il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt è passato per mani colte e per quelle di nazisti, ricettatori ed esperti d’arte. Ora è possibile ammirarlo alla Neue Galerie di New York e lo stesso accade con ‘Sentimentale’, la prima parte di questa estasi sonora che contempla la più abissale catarsi e teorizza l’assoluto senza mai apparire pretenziosa. La dilatata ‘Montecristo’ anticipa ‘Comandante’ come una lieve carezza che viene data ad un bambino per tranquillizzarlo in un periodo difficile. Ascoltandola ci sentiamo rassicurati, la band è tornata, più evocativa e signorile di prima. ‘La Notte’ e ‘Gaza Youth (Exist/Resist)’ sono lampi di genio, epiche digressioni nel limbo sussistente tra My Bloody Valentine e Slowdive oppure tra A Place To Bury Strangers e Sigur Rós. La rilettura di ‘Take My Breath Away’ dei Berlin e una sontuosa title track si distinguono come altri passaggi chiave. Fin qui tanta classe e nostalgia. Poi arriva ‘Jugend’ e una serie di polaroid in bianco e nero descrivono incendi notturni estivi e nebbiose giornate berlinesi, ponendo una riflessione sul ‘Dopoguerra’ e mostrando una ulteriore evoluzione, oltre a ribadire la collaborazione con Spiritual Front. ‘Nostalghia’ inaugura le danze come se ci trovassimo in, ‘Stupenda Misera Città’ cita “Il pianto della scavatrice” e ‘Lycans’ si appropria della nostra psiche per giocare con ambizioni, auree sognanti ed una spiccata propensione alla decadenza. Quando poi ci imbattiamo in ‘Sant’ Angelo (The Sound & The Fury)’ le menti di ‘Undressed Momento’ sembrano riaffiorare tutto ad un tratto ed il cerchio si chiude. Meravigliosamente bene.

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